Chi lavora nel mondo dei servizi linguistici non è nuovo al termine CAT Tool. Niente a che vedere con i gatti, CAT è l’acronimo di Computer-Aided Translation: si tratta di uno strumento di traduzione assistita in grado di facilitare il flusso di lavoro del traduttore.

I CAT Tool, infatti, permettono ai traduttori di sfruttare l’ausilio di risorse come memorie di traduzione, termbase, glossari, oltre a strumenti di controllo integrati per ortografia, punteggiatura e molto altro. Individuando i segmenti già tradotti in precedenza (“ripetizioni”) e fornendoli direttamente al traduttore, il software permette di elaborare un testo uniforme e coerente e, dunque, di aumentare il livello di produttività e qualità del processo traduttivo.

I CAT Tool non sono strumenti utili solo dal punto di vista linguistico, ma anche da quello organizzativo. Offrono infatti un’analisi statistica delle corrispondenze, delle ripetizioni e delle parole effettive da tradurre all’interno del testo (le cosiddette “parole pesate” – weighted words), rilasciando al fornitore di servizi linguistici un resoconto completo del carico di lavoro, mentre al traduttore una base oggettiva da cui partire per stabilire la propria tariffa.

Esistono vari tipi di CAT Tool sul mercato: dalle versioni desktop a quelle online, ognuno di essi ha caratteristiche diverse e più adatte a ogni tipo di progetto. Inoltre, ogni traduttore o LSP utilizza il CAT Tool più conveniente per le proprie esigenze (dopotutto, si tratta anche di gusti). 

In questo articolo metteremo a confronto due CAT Tool molto simili, ma che si differenziano per alcune caratteristiche specifiche: Smartcat e Matecat.

Caratteristiche comuni dei due CAT tool

Sia Smartcat che Matecat sono CAT Tool online: si tratta di programmi cloud-based, che permettono di lavorare sul web in un unico spazio in cui accedere facilmente a tutte le risorse necessarie. In più, sono accessibili da qualsiasi sistema operativo, senza bisogno di installare programmi sul proprio pc; basta avere una buona connessione internet e creare il proprio account sulle piattaforme.

Entrambi i CAT Tool, inoltre, sono gratuiti (con alcune funzionalità aggiuntive a pagamento), risultando molto utili per i traduttori alle prime armi. Gratuità non è sinonimo di poca professionalità, anzi: entrambi i CAT Tool offrono funzioni davvero interessanti, rendendo questi strumenti ottimi anche per traduttori con più esperienza.

Smartcat

Supporta più di 70 formati e include anche un servizio integrativo di OCR a pagamento. È in grado di aprire pacchetti di Trados Studio e di generare pacchetti di ritorno da poter elaborare in seguito su Trados. Permette di importare le proprie memorie di traduzione sia in formato TMX, sia in formato SDLTM e di caricare testi paralleli, guide di stile e manuali di riferimento per la traduzione.

Non ha la funzionalità di allineamento come hanno invece altri CAT Tool e, per quanto riguarda l’uso della machine translation, è possibile lavorare con diversi motori di traduzione automatica, alcuni gratuiti e altri a pagamento (come Deepl o la MT neurale Google). 

Inoltre, i traduttori possono rendere pubblico il proprio profilo per andare alla ricerca di clienti, indicare le proprie lingue di lavoro e le tariffe richieste, accettare o rifiutare progetti in base alle esigenze, controllare i pagamenti: insomma, possono gestire l’intero flusso di lavoro in un’unica piattaforma.

Infine, Smartcat organizza varie iniziative che ruotano attorno al mondo della traduzione e localizzazione ed eventi di networking che permettono ai professionisti del settore di fare rete, conoscersi e scambiare le proprie opinioni, come la conferenza online LocFromHome.

Per ulteriori informazioni o curiosità andate a leggere questo articolo in cui parliamo di Smartcat in maniera più approfondita.

Matecat

Si tratta di un CAT Tool nato come progetto di ricerca dalla collaborazione tra l’agenzia di traduzione Translated, la fondazione Bruno Kessler, l’Université du Maine e l’Università di Edimburgo.

Ha un’interfaccia molto chiara e intuitiva, supporta più di 70 formati tra cui i file della piattaforma Google Drive. Inoltre, permette di creare un team con cui condividere il progetto.

Matecat offre anche una propria memoria di traduzione, MyMemory, una TM pubblica e alimentata dai segmenti tradotti da tutti i traduttori volontari che lavorano sulla piattaforma. È possibile scegliere l’ambito del testo che si intende tradurre, in modo da indirizzare i risultati di MyMemory verso un settore specifico.

Si possono anche importare glossari o le proprie memorie di traduzione (consigliabile per progetti confidenziali), ma solo in formato TMX e, al contrario di altri CAT Tool, Matecat include la funzionalità di allineamento, per cui è possibile allineare testi già tradotti per creare le proprie memorie di traduzione.

Sono disponibili anche dei motori di traduzione automatica in versione gratuita (Google Translate e Microsoft Translator), mentre altre risorse sono a pagamento (tra cui la ModernMT, la machine translation neurale creata da Translated).

Conclusioni

Dal mio punto di vista, entrambi i CAT Tool sono molto validi e risultano davvero utili per realizzare qualsiasi tipo di progetto. Se dovessi fare una distinzione, dire che Smartcat sembra essere più adatto a progetti indirizzati a clienti specifici, data la possibilità di caricare documenti di riferimento e la compatibilità con Trados Studio; d’altro canto, Matecat è più indicato per progetti di carattere generale, in quanto MyMemory racchiude una collezione di segmenti efficaci per ogni evenienza.

E voi, cosa ne pensate? Qual è la vostra esperienza con questi CAT Tool? Avete delle preferenze? Fatecelo sapere nei commenti!

Alessia Bosi
Alessia Bosi

Studentessa all’ultimo anno della Laurea magistrale in Specialized Translation presso il Dipartimento di Interpretazione e Traduzione dell’Università di Bologna – Campus di Forlì, Alessia è una traduttrice che non vede l’ora di mettere le mani in pasta. Le sue lingue di lavoro sono l’inglese, lo spagnolo e l’arabo. Durante il percorso accademico, ha frequentato due anni presso l’Universidad de Granada, conseguendo una Laurea a Doppio Titolo. Terminati gli studi, vorrebbe lavorare nel mondo della sottotitolazione e del doppiaggio, anche se ama la traduzione in tutte le sue sfaccettature, da quella letteraria a quella tecnico-scientifica.

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