Prima della consegna di un lavoro di traduzione è opportuno, nonché molto apprezzato dai clienti, eseguire un controllo della traduzione rispetto al testo di partenza per rilevare eventuali problemi di testo o formattazione. Le cosiddette funzionalità di QA (Quality Assurance) sono incluse dalla maggior parte dei CAT tool come standard nel proprio software: tutti consentono il controllo ortografico, rilevano segmenti non tradotti, testo di partenza uguale a quello di destinazione e numeri mancanti o sbagliati. Tuttavia, se il CAT tool che state utilizzando offre solo procedure di controllo di base o desiderate eseguire controlli più approfonditi, uno strumento raccomandabile, e compatibile con diversi CAT tool, è senza dubbio Xbench, il cui nome completo è ApSIC Xbench, dal nome dell’agenzia di traduzione spagnola che lo ha sviluppato.

ApSIC Xbench

Le funzionalità di QA

Nel progetto Xbench, definendo i file della traduzione su cui si lavora come traduzione in corso (ongoing translation) è possibile effettuare i seguenti controlli di QA:

  • trovare segmenti non tradotti
  • trovare segmenti con lo stesso testo di partenza ma con testo di destinazione differente
  • trovare segmenti con lo stesso testo di destinazione ma con testo di partenza differente (dovuti forse a un errore nell’accettare una corrispondenza della memoria di traduzione)
  • trovare segmenti in cui il testo di destinazione è uguale al testo di partenza (e dunque è una porzione di testo potenzialmente non tradotta)
  • trovare tag non corrispondenti
  • trovare numeri non corrispondenti
  • trovare una mancata corrispondenza di termini rispetto a una lista di termini chiave
  • eseguire liste di controllo definite dall’utente.

Le liste di controllo (checklist) sono liste personalizzate dall’utente che contengono una serie di criteri per effettuare ricerche simultanee volte a rilevare segmenti errati. Possono essere di due tipi, personali o di progetto, e possono essere eseguite in modalità batch sulla traduzione in corso. Con le liste di controllo è possibile effettuare ricerche di parole “da evitare” o da non tradurre (secondo la guida di stile del cliente, per esempio) o ricerche degli errori più comuni che magari possono sfuggire al controllo ortografico. Alle liste di controllo è possibile aggiungere qualunque ricerca eseguita in precedenza. Viene creata una checklist per ogni progetto, mentre quelle personali sono file esterni che è possibile utilizzare in vari progetti. Anche se si possono creare più checklist personali, se ne può utilizzare solo una in ogni progetto.

Non solo QA: le funzionalità di ricerca

Xbench consente inoltre di organizzare ed effettuare efficacemente ricerche sulla terminologia bilingue di riferimento, che può essere anche organizzata in vari livelli di priorità in base a ciascun progetto di traduzione. I tipi di file bilingui compatibili con Xbench sono i seguenti:

  • file .txt
  • file TMX
  • file tbx
  • memorie di traduzione esportate da Trados (per verificarne la coerenza, per esempio)
  • glossari di Multiterm 5
  • formati xml di Trados Multiterm
  • file .ttx di Trados TagEditor
  • file di word .rtf e .doc uncleaned tradotti con Trados
  • file .itd di SDLX (purché, però, SDLX sia installato nel computer)
  • memorie SDLX
  • dizionari esportati da IBM TranslationManager
  • cartelle installate ed esportate da IMB TranslationManager
  • coppie di file STAR Transit
  • memorie di Wordfast
  • glossari di Wordfast
  • file DejaVu X/Idiom
  • file .rtf di Logoport
  • glossari in formato Microsoft .csv
  • file XLIFF di Oracle
  • glossari Mac
  • glossari Remote Xbench Server.

Xbench è sempre attivo in background e può essere richiamato per ricercare un testo precedentemente selezionato utilizzando una combinazione di tasti personalizzabile (quella predefinita è Ctrl+Alt+Ins): questo metodo permette ricerche terminologiche immediate da qualsiasi applicazione di Windows. Xbench dispone di un motore di ricerca molto potente; non solo è possibile effettuare ricerche sul testo di partenza e sul testo di destinazione, ma anche ricerche con condizioni o ricerche per esclusione tramite la funzione PowerSearch.

L’interfaccia del programma, piuttosto intuitiva, segue gli standard Microsoft. Dopo l’avvio, Xbench continua a operare in background fino a quando non viene chiuso con il comando “Shutdown Xbench” facendo clic con il tasto destro del mouse sull’icona di Xbench nella barra delle attività di Windows o utilizzando il comando “Shutdown Xbench” nel menu a tendina “Project”. Qui è disponibile una guida completa del programma. Inoltre, sul canale YouTube ci sono ulteriori video e webinar.

La versione Xbench 2.9 è gratuita, mentre la nuova 3.0 è disponibile a pagamento. Sul sito web di Xbench è possibile scaricare una versione di prova di 30 giorni e provare il modello di abbonamento flessibile.

Avevate già sentito parlare di Xbench? Lo utilizzate? Come vi trovate? Fatecelo sapere nei commenti.

Martina Stea
Martina Stea

Romana, classe 1987, consegue la Laurea magistrale in Letterature e traduzione interculturale nel 2012 presso l’Università degli Studi Roma Tre. Nel 2017 consegue un Master in Traduzione specializzata tecnico-scientifica nelle combinazioni linguistiche EN>IT ed ES>IT, presso l’Agenzia formativa tuttoEUROPA di Torino. Da allora è felicemente una traduttrice freelance, ma da ottobre 2018 fa anche dell’altra sua passione un lavoro: tra una traduzione e l’altra, infatti, Martina gira il mondo zaino in spalla come coordinatrice di viaggi di gruppo. La sua ambizione è diventare quanto più nomade digitale possibile.

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